24. febbraio 2026

Nei Grigioni si arriva al massimo al tre per cento

foto adeguamento

Walter Vogel, Responsabile del Centro di certificazione Minergie del Canton Grigioni, spiega in questa intervista come funziona la procedura per ottenere la certificazione definitiva Minergie e in che modo i richiedenti possono rendere il processo più semplice ed efficiente.

Quanto nel dettaglio viene nuovamente verificato l'edificio per la fase di certificazione definitiva? Oppure si tratta di una semplice formalità?

Richiediamo tutti i protocolli di messa in funzione (produzione di calore, ventilazione, fotovoltaico). I protocolli vengono esaminati e i requisiti minimi secondo la guida all’uso devono essere documentati in modo comprensibile. Inoltre, l’impiantistica dell'edificio, le prese dell'aria esterna, le aperture di espulsione e le facciate con le protezioni solari installate devono essere documentati fotograficamente.

Quante volte all'anno capita che un edificio certificato provvisoriamente non ottenga la certificazione definitiva?

Nel Canton Grigioni sono interessati uno o due edifici all'anno. In rapporto al volume totale dei nostri certificati, ciò corrisponde a circa il due-tre per cento. Proprio la scorsa settimana abbiamo dovuto annullare la certificazione Minergie-P richiesta per un edificio, poiché non è stato possibile rispettare il valore limite richiesto per la misurazione dell’ermeticità all'aria dell’involucro.

In quali ambiti dell’edificio sorgono più spesso questioni che richiedono ulteriori approfondimenti da parte vostra?

Spesso sorgono dubbi nella produzione di calore, ad esempio quando la temperatura di mandata non è conforme alla legge, quando mandata e accumulo si discostano dai valori di progetto indicati nel WPesti, oppure quando mancano i protocolli di perforazione delle sonde geotermiche. Talvolta manca anche la documentazione relativa all’installazione dei termostati ambiente.
Per quanto riguarda il fotovoltaico, può capitare che la dimensione dell'impianto non corrisponda a quanto dichiarato in fase di certificazione provvisoria. Spesso risulta più grande di quanto previsto a progetto, oppure vengono utilizzati pannelli più performanti.
Per la ventilazione, può succedere che manchi il protocollo di misurazione della portata d'aria, oppure che alcuni locali siano alimentati con una quantità d'aria insufficiente.

Come si verifica, ad esempio, che un impianto di ventilazione funzioni correttamente?

Controllo che le portate d’aria di immissione e di aspirazione indicate nel protocollo di misurazione siano in linea con quanto dichiarato e che la messa in funzione del monoblocco sia plausibile, ossia che coincida con i dati indicati nella fase di certificazione provvisoria.
Per impianti di singoli appartamenti, si verifica che gli apparecchi siano stati installati in conformità a quanto dichiarato.
Durante i controlli a campione, si chiede ai proprietari o agli inquilini se hanno riscontrato eventuali problemi relativi al benessere. In aggiunta, si controllano le bocchette per accertarsi che non ci siano correnti d'aria indesiderate. In questo modo è possibile verificare anche se, nelle bocchette «nascoste e non più misurabili», l’aria venga effettivamente immessa o aspirata.

Come procedete nel caso dell'isolamento? A posteriori non è possibile dire che manca qualcosa.

Per le stratigrafie di pavimenti, pareti, soffitti e tetti si verifica, sulla base dei piani esecutivi e di dettaglio, che l'isolamento sia stato realizzato conformemente ai calcoli del valore U. Sul posto si controlla, ad esempio, che lo spessore complessivo della parete esterna corrisponda a quanto dichiarato nella fase di certificazione provvisoria. Si verificano inoltre le facciate, per individuare eventuali modifiche relative alla disposizione delle finestre.

In che modo i progettisti potrebbero semplificare il proprio lavoro – e anche il vostro – durante la certificazione definitiva?

Prima di inoltrare la richiesta per la certificazione definitiva, è importante verificare se ci sono modifiche energetiche rilevanti rispetto alla fase provvisoria. Eventuali modifiche devono essere documentate e caricate.
Inoltre, tutti i documenti necessari per la certificazione definitiva dovrebbero essere caricati prima di inoltrare la richiesta. Il richiedente o i progettisti specializzati dovrebbero controllare che i protocolli di messa in funzione contengano tutte le informazioni necessarie e siano conformi alle normative in vigore.