Il progetto in breve
L’edificio, realizzato a fine ‘800, si trova a Cimo ed è costituito da un corpo principale disposto su tre livelli ed un corpo secondario nel quale trovava spazio il bruciatore a gasolio. Posizionato in una situazione di nucleo, con esposizione libera a Sud, Ovest ed Est. La facciata Nord confina con l’edificio sul mappale 541 e non presenta aperture.
L’intervento di risanamento secondo lo standard Minergie-ECO è volto a migliorare in particolar modo il comfort energetico e funzionale dell’intera costruzione. Nello specifico, sono stati sostituiti tutti i serramenti della parte abitabile con degli infissi in acciaio al taglio termico con vetrocamera tripla.
Il sistema di riscaldamento esistente a gasolio è stato sostituito con una pompa di calore geotermica e la posa di un impianto fotovoltaico di ca. 10.7 kWp di potenza, posizionato sul tetto. Per quest’ultimo sono stati utilizzati dei pannelli fotovoltaici opachi color terracotta integrati nella copertura. Le facciate Nord ed Est sono state isolate esternamente ed intonacate del colore giallo pastello che la costruzione presentava prima dei lavori, mentre le facciate Sud ed Ovest (in pietra mista a vista) hanno mantenuto il loro aspetto originale poiché coibentate internamente. È inoltre stato posato uno strato isolante interno sui muri a confine con lo stabile adiacente. Il progetto ha visto l’impiego di materiali isolanti e di finitura di origine perlopiù vegetale e minerale, quali fibre di legno e prodotti a base di calce e argilla, che meglio si accordano con le caratteristiche della costruzione.
Nel prospetto è stata inserita una nuova apertura rivolta ad Est per la zona pranzo (nonché ripristinata un’apertura esistente per la cucina), mentre nella facciata Sud è stata ricavata una nuova apertura (lingua di luce) a livello del soggiorno del pian terreno, al fine di aumentare la luminosità nei locali interessati ed aumentare gli apporti energetici solari.
Una buona parte del materiale di demolizione è stato riutilizzato in loco (pietrame) per l’innalzamento della corona perimetrale dei muri, nonché per il consolidamento di scarpate e riparazione di muri a secco nel giardino di proprietà.
Il progetto di pubblicazione è stato sviluppato in collaborazione con lo studio Cappelletti Sestito.
Domande all’architetto
- Quali vantaggi offre, secondo lei, il complemento ECO?
Nel caso di questo oggetto, il complemento ECO era quasi intrinseco al progetto. Avevamo previsto l’impiego di materiale isolanti perlopiù di origine lignea e minerale (in particolare calce) come pure finiture interne ed esterne a base di calce ed argilla. In tal senso la lista dei requisiti relativi al complemento è risultato quasi una specie di “vademecum”.
Tuttavia, non è sempre facile accettare per un committente e/o progettista di allinearsi con le condizioni prescritte da uno specifico standard, anche se lo scopo di efficientamento è comune. Senz’altro gli incentivi cantonali per il risanamento hanno dato una spinta. - Quali sono state le sfide più grandi affrontate durante il progetto di risanamento?
Di aspetti critici ce ne sono stati parecchi, in particolare uno legato alla certificazione stessa: il progetto era previsto inizialmente con lo standard Minergie-A-ECO. Tuttavia, è stata riscontrata durante l’esecuzione del blower door-test una permeabilità all’aria importante (soprattutto a livello della copertura principale). Sono intervenuto, per quanto possibile, con gessatori, carpentieri e serramentisti sull’involucro. I valori durante il test successivo sono migliorati ma, malgrado gli interventi, si è reso quasi evidente l’obbligo di optare per una certificazione semplice, cosa che alla fine è avvenuta. - Quali sono i consigli per il risanamento di un edificio secondo lo standard Minergie-ECO?
Penso che sia importante osare un po’. Nel nostro caso si è trattato della mia prima certificazione Minergie ed è stata inoltre l’occasione per sperimentare ciò che normalmente altri committenti non realizzano. Un risanamento offre in aggiunta la possibilità di intervenire con la propria sensibilità (che può essere più o meno legata al nostro percorso personale) sul costruito cercando di valorizzarlo. Importante pertanto confrontarsi con tutti gli aspetti legati al progetto concentrandosi non solamente sugli aspetti tecnici ma coniugandoli con quelli visivi ed esecutivi.
L’edificio a colpo d’occhio
Anno di costruzione |
2025 |
Superficie di riferimento energetico |
315 m2 |
Produzione propria di energia elettrica |
Impianto fotovoltaico da 10.72 kWp |
Riscaldamento |
PdC con sonde geotermiche |
Certificati |