Vecchio e nuovo si fondono in un unico insieme

Ai 200 appartamenti esistenti se ne aggiungono altri 36

André Falabretti, Rykart Architekten AG

«Abbiamo ritenuto che le linee guida per la selezione rappresentassero un grande vantaggio per la realizzazione del progetto, in quanto consentono una certa flessibilità e valorizzano i punti di forza specifici del progetto.»

André Falabretti, Rykart Architekten AG

Il progetto in breve

Il complesso residenziale Lindenmatt West è stato costruito negli anni ’60. Le condizioni strutturali, così come gli spazi e le infrastrutture degli appartamenti, non soddisfacevano più i requisiti odierni. Nell’ambito di uno studio di fattibilità è stato illustrato come gli edifici possano essere risanati sia dal punto di vista degli spazi interni che da quello energetico e come possano essere moderatamente densificati con l’aggiunta di un piano ciascuno.

L’aggiunta di un piano con struttura in legno permette di integrare i 200 appartamenti esistenti con altri 36, offrendo una gamma più diversificata. Lo stato attuale degli edifici richiede un risanamento totale degli appartamenti, dell’impiantistica e dell’intero involucro edilizio. Vecchio e nuovo si fondono così in un unico insieme. I balconi esistenti vengono smantellati e sostituiti con un sistema modulare che ne amplia le dimensioni.

Gli ampi spazi verdi tra gli edifici rimarranno e saranno sottoposti a una nuova configurazione e a un processo di valorizzazione. La nuova piantumazione, ricca di biodiversità, favorirà il collegamento con gli spazi esterni dei complessi residenziali adiacenti. Nasceranno così diverse aree gioco e di svago per grandi e piccini.

La realizzazione a tappe permette agli inquilini di rimanere all’interno del loro complesso residenziale. Il progetto «Lindenmatt West» è stato concepito, in collaborazione con il segretariato generale di Minergie in Svizzera, come progetto pilota «Minergie-Quartiere». Questo ci ha permesso, oltre alla semplice certificazione dei singoli edifici, di garantire e definire standard di qualità più elevati per gli spazi esterni, la piantumazione e la mobilità.

Domande ai progettisti

  1. Perché a Bolligen avete deciso di puntare sulla certificazione «Minergie-Quartiere»? Quali sono stati per voi i fattori decisivi?Parallelamente allo sviluppo del progetto, c’è stata l’armonizzazione dei label per gli edifici. I nostri progettisti specializzati in fisica delle costruzioni hanno informato il team, suscitando così l’interesse iniziale tra progettisti e committenza. Insieme al segretariato generale di Minergie, si è deciso di portare avanti il risanamento a Bolligen come progetto pilota.
  2. Quali vantaggi offre, secondo il tuo punto di vista, lo standard «Minergie-Quartiere»?
    Rispetto ad altre certificazioni, mi sembra che l’approccio olistico al progetto sia un grande vantaggio per il proprietario o la committenza, così come per i futuri residenti. L’attenzione non si concentra solo sull’edificio e sulla sua costruzione, ma anche sull’esercizio (monitoraggio dei consumi), sui fattori ambientali e sugli aspetti sociali legati all’uso.
    Abbiamo percepito i criteri di selezione come un grande vantaggio per il raggiungimento dell’obiettivo: questo ha permesso una certa flessibilità e ha valorizzato i punti di forza specifici del progetto.
  3. Quali sono le sfide più grandi del progetto a Bolligen per quanto riguarda la certificazione «Minergie-Quartiere»?
    La concezione generale del progetto di risanamento aveva già previsto molti requisiti da soddisfare, ma grazie al processo nell’ambito della procedura pilota questi sono stati ulteriormente concretizzati. La posizione a Bolligen, un comune dell’agglomerato della Città di Berna, ha reso il piano di mobilità una sfida piuttosto impegnativa. La rete di car sharing e bike sharing non è ancora sviluppata come nelle zone vicine alla città e la topografia del luogo rende più difficile l’accesso alla rete di trasporti pubblici.
  4. Cosa contraddistingue il progetto in termini di sostenibilità o cosa lo rende speciale?
    Aspetti legati all’edificio, come il passaggio dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili, il risanamento dell’intero involucro edilizio o le dotazioni ad alta efficienza energetica, non sono più una novità. L’entità dell’intervento ha però permesso di dedicarsi in modo più approfondito alla progettazione degli spazi esterni. La differenza tra prima e dopo è notevole in termini di miglioramento della fruibilità per i residenti, della vegetazione e, di conseguenza, della biodiversità.
  5. Ci sono ambiti in cui state sperimentando nuovi approcci?
    Gli edifici esistenti hanno imposto di ripensare l’accessibilità senza barriere. Dove possibile, questa è stata integrata nella progettazione degli spazi esterni e il livello di accesso è stato abbassato in modo generoso, per realizzare una nuova zona di incontro a livello del seminterrato. La sostituzione della fonte energetica ha inoltre aperto la strada a un ripensamento della vecchia centrale termica e alla trasformazione degli spazi liberi in un deposito biciclette a due piani.
  6. Come hai integrato i fattori di infiltrazione (città-spugna) e protezione dalla canicola nel quartiere?
    In linea di principio, rispetto alla situazione precedente, si è puntato il più possibile a ridurre l’impermeabilizzazione del terreno, consentendo così di ottenere il massimo delle superfici permeabili. Le aree d’ingresso menzionate nell’ultimo punto sono state integrate con bacini di ritenzione piantumati e aiuole, per mantenere l’acqua piovana nel ciclo idrologico naturale. La struttura del tetto è stata progettata per immagazzinare l’acqua piovana e, nel caso ideale, lasciarla evaporare. Inoltre, in caso di piogge intense, funge da serbatoio di accumulo e ne ritarda l’infiltrazione superficiale. L’evaporazione, insieme alla vegetazione molto più fitta e all’ombreggiatura naturale che ne deriva, dovrebbe fungere da protezione dal calore.

Panoramica del quartiere

Dati chiave
  • Fase 1: Da aprile 2024 a novembre 2025
  • Fase 2: Da febbraio 2026 fino al termine dei lavori, previsto per l’estate 2027
Superficie di riferimento energetico del quartiere SRE:
  • Fase 1: Hühnerbühlstrasse 33-41: 6060 m2 / Hühnerbühlstrasse 43-51: 5718 m2
  • Fase 2: Hühnerbühlstrasse 11-19: 6060 m2 / Hühnerbühlstrasse 21-29: 6122 m2
  • Totale 23'960 m2
Produzione propria di energia elettrica:

Potenza: circa 400 kWp, produzione media annua: 400 MWh, superficie dei moduli fotovoltaici: 1’760m2


Produzione di calore:

Rete di teleriscaldamento, centrale termica con una potenza di circa 830 kW, fonte energetica: cippato di legno

Parametri di scelta selezionati (progetto pilota – tre unità)

B1.4 Garantire un’elevata densità di utilizzo
D1.6 Nessuna edificazione di spazi aperti
E2.3 Numero minimo di posti auto per autovetture

Certificato

BE-002-Areal

Organizzazione del progetto

Committenza

Immobiliengesellschaft Immosip AG, c/o UBS Fund Management (Switzerland) AG, Aeschenvorstadt 1, 4002 Basilea

Architettura

Rykart Architekten AG, Könizstrasse 161, Postfach 75, 3097 Liebefeld

Architettura paesaggistica

Klötzli Friedli Landschaftsarchitekten AG, Berna

Ingegneria civile

Hartenbach + Wenger AG, Berna

Progettazione impiantistica

Amstein + Walthert Bern AG, Berna

Fisica delle costruzioni

InfraBlow. Siegrist GmbH, Bolligen

Progettazione antincendio

Amstein + Walthert Bern AG, Berna

Galleria di immagini


Rendering: Rykart Architekten AG